recensioni


RED CRAYOLA


La vicenda musicale dei Red Crayola appare peculiare rispetto a quella di tanti altri gruppi degli anni ’60.


Nonostante l’opinione di molti sia quella che soltanto negli anni ’60 si sia sentita vera musica, mentre in seguito ci sarebbero state soltanto copie sbiadite od involuzioni di questa musica, la verità è ben diversa. Gli anni ’60 sono stati, se è possibile, i più ricchi di stereotipi e i più poveri di idee. La musica di quegli anni era rudimentale, fortemente legata alle classifiche e alle major. Soltanto in certe zone geografiche ben definite si realizzava musica originale, come a New York, con i Velvet Underground , che, non a caso, era sconosciuti presso il grande pubblico, oppure presso i freak ( Frank Zappa , Captain Beefheart ).


Proprio da tale ultimo movimento prendevano le mosse i texani Red Crayola, gruppo fra i più misconosciuti della storia del rock, che realizzarono doversi buoni dischi, fra l’indifferenza generale, ma soprattutto un grande capolavoro: The Parable Of Arable Land.


Al pari dei Velvet Underground, in netta controtendenza con i Grateful Dead e i Jefferson Airplane , la psichedelia assume contorni rumoristici e di difficile comprensione. Nelle loro suite, che ricordano più che altro il free-jazz, ma allo stesso tempo lo portano agli estremi, trasformando, in un processo simbiotico, la musica in rumore e il rumore in musica.


In verità, più che di musica si tratta di autentici deliri rumoristici, nel corso dei quali si sente di tutto. Dallo scalpitìo dell’iniziale Hurricane Fighter Plane, ai rumori apocalittici di Transparent Radiation, sino a Pink Stainless Tail, la migliore del lotto, una sorta di introduzione alla Velvet Underground. Conclude la title-track, un brano di rumorismo estremo.


A confermare tale fatto, l’ottimo Coconut Hotel, dell’anno dopo, verrà pubblicato solo negli anni ’90. Boards è un potente affresco di rumori assortiti, intervallati da un’elettronica ante-litteram. Brano fortemente sperimentale, sarà forse il punto di partenza delle lied cameristiche del krautrock. Ma sarebbe miope limitare l’opera di Thompson a tutto ciò. In realtà, il vero referente principale è John Cage e i suoi paesaggi immaginari che permeano le diverse retrospettive strumentali della band texana. In Water Pour un unico e indistinto giro di cihtarra e banjo di alterna a disturbi elettronici rudimentali. Un contrabbasso contribuisce a creare un paesaggio estremamente degradato. In Vocal sono protagonisti i fiati (come soffiati dentro una bottiglia) e el voci sofferenti. Accanto a questi suoni casuali e uno xilofono in lontananza. E’ la musica più astratta mai sentita. Non stupisce pertanto che in Free Guitar una chitarra suoni senza senso, mentre l’altra cerchi di cotruire una melodia. All’aumentare della velocità si indovina una struttura raga, ma è solo un’illusione: i suoni bassi prevalogo, ma scompaiono dal nulla da dove sono venuti e rimane solo un delirio rumorista. Che il referente principale di questa musica sia Cage lo dimostra peraltro One Minute Imposition, un baccanale fatto di suoni casuali che si alternano fra note basse. L’andamento è ora ipnotico, ora grottesco. In Piano il piano preparato crea partiture che vengono continuamente rimesse in discussione. L’improvvisazione chitarristica di Guitar sarà di ispirazione per David Grubbs e i Gastr Del Sol (questa gemma dell’alternative americano verrà pubblicata solo grazie a lui).


Soldier Talk è la testimonianza del loro connubio con i Pere Ubu . X è una reiterazione di chitarra distorta che si lancia verso l’infinito. Poi si tranuta in una sarabanda con la chitarra che cambia di continuo prospettiva, mantre un tema esotico che si alterna alla batteria potrebbe richiamare alla mente i Residents. Nel mentre apocalittiche distorsioni si scambiano di continua alle libere escursioni dei fiati. Altri brani molto programmatici sono March No 12 - pesantemente influenzata dai Pere Ubu ma con l’aggiunta del sax – e March No. 14 associabile piuttosto all’avanguardia. La title-track è una via di mezzo fra Laughing dei Pere Ubu e Art Of Walking, ma con l’aggiunta dell’avanguardia di Thompson. Il canto è quello di 30 Seconds Over Tokyo.


DISCOGRAFIA CONSIGLIATA


v The Parable Of Arable Land (1967) ****


v Coconut Hotel (1968) ****


v Soldier Talk (1979) *** ½


v Hazel (1996) **