recensioni


DAVID GRUBBS


David Grubbs è stato uno dei più grandi artisti che il rock abbia mai espresso. Dopo aver suonato nei Squirrel Bait , nei Bitch Magnet , nei Bastro e nei Gastr Del Sol ha iniziato una proficua carriera solista.


I Gastr Del Sol sono una sperimentale e atipica accolita di musicisti che puntano tutto su timbri insoliti e composizioni del tutto fuori dagli schemi.


In The Serpentine Similar, del 1993, Ursus Arctos Wonderfilis ha inizio con fraseggi abulici e non conslusivi, si dipana alungo seguendo questa linea amelodica, con le chitarre sempre frastagliate e dolenti (il sound potrebbe ricordare All Tomorrow’s Parties dei Velvet Underground, ma non assomiglia a niente di compiuto). In realtà, i Gastr Del Sol suonano come gli Slit, ma, se è possibile, ne rappresentano il contrappunto. I loro brani sono ostici come quelli di Tweez, ma rinunciano del tutto ai cambi di tempo e alla ritmica, i loro suoni sono casuali come quelli di Spiderland (Don Aman) ma non seguono neanche un filo logico, sono catatonici come i loro (For Dinner…) ma sembrano esserlo loro malgrado. Quello che negli Slint era un disegno complessivo, nei Gastr Del Sol è un abbozzo, ma forse per questo terribilmente più voluto.


A Watery Kentucky impiega molto per prendere forma, con accordi stralunati e mutevoli, talvolta lambiscono il manierato slo-core, talvolta ripiegano nel ripetersi ossessivo di frasi terribili, solo parzialmente addolcito dai contrappunti folk. Forse in questo il punto di pareggio con gli Slint si annulla del tutto, poiché quei contrappunti negli Slint erano parte di uno svolgimento drammatico, mentre nei Gastr Del Sol funge quasi da catarsi.


L’album contiene anche brevi scherzi d’autore, come Easy Company e narrazioni come Serpentine Orbit e brani brevi ancor più cervellotici: intrecci di piano come Jar Of Fat e Eye Street. Di non minor pregio sono i cambi di tempo e gli strappi di For Soren Mueller e la trasognata Even The Odd Orbit.


L’EP Mirror Repair dell’anno seguente presenta le sperimentazioni oniriche di Dictionary Of Handwriting, un’autentica summa di virtuosismi chitarristici, ora insistiti, ora celebrali, ora ripetitivi. Il punto di partenza potrebbe essere lo slo-core, ma il risultato e più estremo e trascendente e le partiture, anche se prendono in prestito qualcosa dalla drammatica dialettica delgi Slint, sono fra le più originali di sempre.


In Upgrade And Afterlife , del 1996 brani come Hello Spiral sembrano essere piuttosto un punto d’incontro fra gli aneliti ultra-sperimentali degli esordi e una meditata maturità, oltre che il frutto di una spiccata esigenza di comunicazione. Il discorso si semplifica in una serie di accordi minimalisti insistiti che cambiano continuamente di prospettiva.


Il primo album solista di Grubbs, The Thicket, del 1998, è uno dei capolavori del rock. La title-track è un’accolita di accordi stralunati e arrangiamenti insoliti con il canto narrazione di Grubbs vagamente in stile Slint. Il fantasma dei Red House Painters vagola nel folk composto di Two Shades Of Blue e nelle deformazioni ed echi indefiniti di 40 Words On “Worship”.


La catatonica Buried In The Wall richiama The Washer degli Slint, la ragionata Swami Vivekananda Way è un brano monstre in stile slo-core. Intorno a queste pieces spiccano le sperimentazioni di ”On Worship” - un unico eco indefinito – e il jazz-rock travestito da slo-core (ma più veloce) di Orange Disaster.


Non mancano i momenti più quieti (ma non meno trascendenti, nel disco niente è lasciato al caso), nell’elegiaca Fool Summons Trail e nello scampanellare di Amleth’s Gambit.


Il nuovo millennio ha inizio con un altro ottimo album di Grubbs: The Spectrum Between. Anche se forse non all’altrezza di The Serpentine Similar o di The Ticket, che erano del resto pura teoria musicale, questo lavoro conferma la statura del chitarrista e compositore, uno dei migliori in attività. Seagull And Eagull, A Shiver In The Timber e Two Shades of Green richiamano alla mente le introverse partiture dei Red House Painters con la trascendenza di un John Fahey; Whirlweek e Gloriette ritmate e giocose sono lontane anni luce dal Grubbs sperimentatore dei primi anni ’90. Le lente e minuziose cesellate partiture di Show My Who To Love, le tentazioni jazzistiche (Keith Jarrett) di Preface fanno un po’ da contrappunto agli echi indefiniti di Pink Rambler e le acri melodie di Stanwell Perpetual.


DISCOGRAFIA


GASTR DEL SOL


· Serpentine Similar (1993) ****


· Crookt Crackt Or Fly (1994) ****


· Mirror Repair EP (1994) ****


· Upgrade And Afterlife (1996) *** 1/2


DAVID GRUBBS


· The Thicket (1998) ****


· The Spectrum Between (2000) *** ½