recensioni


TELEVISION, Marquee Moon (1977)


Capolavoro indiscusso della new wave e fra i massimi capolavori della storia del rock, Marquee Moon dei Television, pubblicato nel 1977 – anno di grazia del movimento – si caratterizza per il connubio fra le dissonanze e la melodia, fra l’esotico e la psichedelia, con il valore aggiunto di uno stile complesso senza essere avveniristico, valorizzato dagli incontri-scontri delle chitarre, protagoniste indiscusse della strumentazione della band newyorkese.


Il brano d’apertura, See No Evil, inizia con lo scampallenare delle chitarre e con un poderoso giro di basso e prosegue con questa linea per tutta la sua durata, con l’andamento ad un tempo lineare e frastagliato e gli strumenti che si scambiano di continuo, sino al finale, nel quale si compendia l’intera opera.


Venus si concentra su determinati suoni ben definiti e su un giro armonico che si ripete senza sosta, mentre Friction si lancia, nella sua introduzione, verso l’ignoto, per poi tramutarsi in un brano blues-rock alla Rolling Stones riveduto e corretto. Tom Verlaine con pochi accordi riesce a creare un sound innovativo, ma anche gli altri Television si dimostrano musicisti smaliziati, capaci, senza scadere nell’autoindulgenza, di trovate musicali inaudite, passando dal chitarrismo alla Jimmy Page, alle chitarre slide. Il brano ha finanche qualcosa di progressive, non fosse altro perché raccolga l’eredità strumentale che fu deiGrateful Dead, almeno per quanto attiene al continuo comporsi e ricomporsi delle frase musicali che si rincorrono seguendo un moto continuo.


La title-track, invece, pecca, nella sua frase centrale, di una certa autoindulgenza, finendo per essere sintesi e non somma del discorso musicale della band. In compenso, nella sua lunga coda strumentale trova il proprio coronamento l’arte chitarristica di Tom Verlaine che riesce, con uno stile spasmodico, a intrecciare accordi alla Grateful Dead sposandoli con una sorta si costruzione raga che, in un crescendo emotivo deflagra in suoni impazziti e immaginifici (leggi: onomatopeici), nei quali l’immagine è struttura e la struttura è dialettica. Peraltro, il crescendo è non solo emotivo, ma anche marziale e solo l’intervento più accessibile degli altri strumenti non lo rende assimilabile ad una vera e propria jam degna del free-jazz, piuttosto che ad un brano di musica rock. (Non a caso John Coltrane e Albert Ayler sono stati fra gli ispiratori di Verlaine).


Forse il vero capolavoro del disco è Elevation. Non si esagera definendolo il brano-cesura della storia del rock. Prima e dopo di Elevation il rock sono due cose diverse. Il sound creato da Verlaine, fatto di suoni sotterranei, che si ripetono e si rincorrono secondo forme sempre più diverse, influenzerà tutta la musica degli anni ’80 (dai Joy Division ai Sonic Youth, dai Dream Syndicate agli U2) e parte di quella degli anni ’90 (i Polvo e i Primus). Come detto comunque, il punto di partenza è costituito dai Grateful Dead e dal progressive-rock, per il loro modo di creare melodie diverse che si accavallano fra loro in una struttura dialogica. Stavolta la variante è data dal fatto che le melodie sono suoni o brevi frasi e che muta solo lo spirito.


Guilding Light, che annovera la presenza del pianoforte, è una ballad più melodica e composta (che gli U2 copieranno spudoratamente in Sweet Thing) che dei brani maggiori riprende le idee di fondo, ma, per così dire, le umanizza (ma non certo le banalizza). L’esotica Prove It appare pressappoco una variante sullo stesso tema. I Television, in altri termini, con questi due brani non elevano il rock verso il trascendente, ma riportano quegli elementi trascendenti in un linguaggio semplificato (o, se si preferisce, interiorizzato), trasformando i dubbi in certezze.


La conclusiva Torn Curtain è un’elegia fatta di accordi sofferti e maestosi, con frasi musicali dimesse e apocalittiche, simile solo a se stessa nel suo incedere marziale, nel suo compendiare in pochi sovratoni temi universali, nel suo apparire dinamico per poi arrestarsi e rinascere sotto diverse forme.