recensioni


JOY DIVISION


Le gelide e catacombali visioni sono stati una costante nella breve e folgorante carriera dei Joy Division.


Unknown Plesures , del 1979, fonde gli stilemi del punk e della new wave coi primi vagiti dark. L’iniziale Disorder è un urlo raggelente stilizzato, ed anticipa il sound di molte band degli anni ’80. Il brano seguente – il capolavoro nel capolavoro – Day Of The Lords rappresenta il lato tenebroso e orrido del mondo, trasmettendo inquietudine e terrore, al pari di I Remember Nothing, con quei colpi di basso, che verrà poi ripresa dai Talking Heads nel brano Overload, in Remain In Light. Il capolavoro dell’album è comunque Candidate.


Insight, inaugurata da rumori concreti, per poi ripiegare in una litanìa ed in una bolgia di effetti elettronici; She’s Lost Control, caratterizzata da un canto androide; l’incalzante e seminale, con assolo floydiano Shadow Play; Wilderness, la più banale Interzone completano l’album.


Closer, dell’anno successivo, se è possibile, è ancora più claustrofobico, segnatamente in brani come Atrocity Exhibition, ritmato e circolare, con un ritornello che non pecca affatto di autoindulgenza, intrisa di un malcelato tribalismo. Isolation, al contrario, pur non rinunziando ad un certo ritmo, sembra optare per una costruzione più semplificata, mentre con Passover realizzano una classica ballad dilaniata da squarci sonori all’interno di una struttura musicale tutt’altro che complessa. Gli squarci sonori si presentano puntuali anche in Colony, che risulta comunque molto più musicale.


A Means To An End, ripropone alcuni dei motivi più abusati dalla band nei brani maggiori, che anticipano il pulsare di Heart And SoulTwenty For Hours.


The Eternal recupera un certo afflato melodico, peraltro mai mancato nella musica del complesso, prima della fanfara di Decades, che potrebbe ricordare i primi Roxy Music.


L’influenza dei Joy Division sui complessi degli anni ’80 è stata immensa. Il loro chitarrismo, pur non aggiungendo molto a quello che già era stato espresso dai Television , è stato di campale importanza per l’avventura degli U2 , mentre più o meno tutte le band degli anni ’80 hanno utilizzato il basso come i Joy Division (che, probabilmente si erano ispirati ai Pere Ubu ).


Di fatto, l’elemento dark era pressoché ininfluente. I Joy Division non erano che la versione britannica dell’esistenzialismo dei Television e del post-industrial dei Pere Ubu.


DISCOGRAFIA CONSIGLIATA


· Unknown Pleasures (1979) ****


· Closer (1980) *** 1/2



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