recensioni


SAVAGE REPUBLIC - MEDICINE


Il tribalismo dei Pop Group e l’oscurità dei Joy Division si fondono nella produzione dei Savage Republic.


In Tragic Figures (1982), opera in senso lato antropologica, When All Else Fails è devastata dalle percussioni tribali, da una voce declamante in primo piano, sferragliato da stecche chitarristiche e da un unico riff primitivo. Attempted Coup- Madagascar è piuttosto dominata da un riff killer, con tamburi in secondo piano e clima thriller. Exodus è la più dark, con chitarra tagliente post-punk e struttura vagamente raga. Il lato più sperimentale della band dilaga in Kill The Faschists, la più primitiva nel suo incedere che anticipa finanche certe produzioni di Missing Foundation.


Una versione più psichedelica e forse autoindulgente in Customs (1989): Rapeman's First EP.


Dalla diaspora dei Savane Republic nasceranno fra gli altri i Medicine (Shot Forth Self Living, 1992), contesi fra psichedelica e noise. One More, che è forse il brano migliore, mostra la chitarra distorta in primo piano, con le percussioni che fanno lavoro di accompagnamento, la rumorista Aruca è l’esempio di come dopo i Sonic Youth l’approccio alla composizione si sia ribaltato. Nel brano vivono apoteosi alla Foetus ed echi degli shoegazer. Accanto a questi brani fanno mostra di se Defective e A Short Happy Life anch’esse mutuate dagli shoegazer, ma con vaghi accenni di brit-pop di Suede e Stone Roses (5ive). Piuttosto che ai My Bloody Valentine, Queen Of Tension si rifà agli Slowdive Un esotismo di maniera caratterizza Sweet Explosions, la melodia di Miss Drugstore è quella del dream-pop, gli assoli vagamente sixties di Christmas Songchiudono un’opera tutto sommato scaltra e autoindulgente.


DISCOGRAFIA


SAVAGE REPUBLIC


- Tragic Figures (1982) *** ½


- Jamahiriya (1988) ***


- Customs (1989) *** ½


- MEDICINE


- Shot Forth Self Living (1992) *** -