recensioni


BUTTHOLE SURFERS


I Butthole Surfers son stati una delle band più geniali che il punk abbia mai espresso. Fondendo il punk con la psichdelia e con l’avanguardia hanno creato una musica bizzarra e sibillina, mefistofelica e straniante. Un pop-punk psichedelico tribale, con tratti apocalittici.


Il primo EP, del 1983, è l’archetipo di questa musica degradata. Hey procede come una lenta danza macabra, costellata di ritmiche ossessive, ma all’interno della quale si intravede l’eclettismo del garage-rock dei migliori Television; Wichita Cathedral che è forse il brano che i Residents non hanno mai scritto, o meglio cosa possa succedere trasferendo i Residents dall’oscurità al post-moderno. Something inaugurata dai conati e dal frastuono più puro, dai segnali intermittenti, prima di prendere forma in un canto sguaiato e in un trionfo di dissonanze e teminare nel modo meno intellegibile possibile.


Psychic Powerless, del 1985, presenta brani ancor più grotteschi e sferzanti, come Dum Dum, col suo alternrsi di rumorismo e dissonanze con non-sense assortiti e Cherub macabra rilettura della psichedelia dilatata che si distingue per gli eccessi di un sound scalmanato, con intuizioni che potrebbero avvicinarli all’heavy metal. Di altro tenore Negro Observer che alterna frasi di sax con altre di synth in un tripudio di intelligibilità, in un riconciliarsi con la musica che ha forse pochi prcedenti in un band di punk estremo.


DISCOGRAFIA


· Butthole Surfers (1983) EP ****


· Psychic Powerless (1985) ****