recensioni


YO LA TENGO


Secondo molti la band alternativa per eccellenza. Una carriera lunghissima iniziata a metà degli anni ’80 e tuttora in corso, caratterizzata dagli alti e bassi e dalla costante sperimentazione.


Ovviamente, il punto di partenza del loro sound era costituito dai Velvet Underground e dai Television, e proprio questo era il limite degli Yo La Tengo.


In I Can Hear The Heart Beating As One, del 1997, le infinite citazioni dei Yo La Tengo si rendono evidenti in Mody Octopad, dominata dalla batteria e dal continuo comporsi e ricomporsi della batteria, in Deeper Into Movies brano rumorista alla Sonic Youth, nella psichedelia all’acqua di rose di Autumn Sweater, nell’esotismo di maniera di Center Of Gravity.


And Then Nothing Turned Itself Inside Out , del 2000, brilla per brani suggestivi come Our Way To Hall, con quei rimbombi di basso e le melodie affatto accessibili e il canto, come di consueto reediano. In Let’s Save Tony’s Orlando’s House gli intrecci delle complesse partiture stridono con la facile melodia, che in Cherry Chapstick scompare-riappare in un anelito sin troppo simile a quello dei Sonic Youth di Sister e Daydream Nation. In Madeline si fa avanti una strumentazione vasta per un brano da mainstream.


DISCOGRAFIA


I Can Hear The Heart Beating As One (1997) ***


And Then Nothing Turned Itself Inside Out (2000) ***



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