recensioni


STARFUCKERS


Secondo alcuni gli Starfuckers sono andati persino oltre il post-rock. In realtà, il più interessante gruppo italiano degli ultimi anni, prendendo le mosse dai King Crimson e dagli Area, ha realizzato con Infrantumi, un'opera “mostruosa”, estrema e affascinante.


Gli esordi non sono del tutto convincenti. Brodo di Cagne Strategico, del 1991, è quantomeno demodé se messo al confronto con gli album dei gruppi d’oltreoceano. Saturazione è fatta di riff incalzanti, da panzer, con voce declamante. Una via di mezzo fra Stratos e Ferretti. Cantare rock in italiano non è cosa facile. All’interno delle strutture musicali mutuate dal free-jazz, si insinuano cacofonie d’ogni sorta. Il finale è noise puro e semplice. Conseguenze è fortemente ispirata al jazz-rock dei King Crimson dei primi anni ’70. Il recitato si sposa con facili frasi di sax e non lascia presagire gli sperimentalismi del gruppo che verrà.


Sinistri, della metà degli anni ’90, è opera di transizione. Gli Strafuckers mettono i piedi fra due staffe con Ordine Pubblico che sembra un po’ la ripresa del jazz-rock del disco precedente.


Infrantumi, del 1997 è opera radicale come lo era stata The Modern Dance dei Pere Ubu. Semmai cambia la prospettiva, che non è più quella della cacofonia, ma quella del silenzio o persino del vuoto. Cambia il concetto di caos, ed è questo il vero grande merito degli Starfuckers. Un Segno Esterno sembra quasi non prendere forma. Sono all’inziio rumori casuali e concreti, poi un misterioso colpo di gong. Qualcosa che potrebbe ricordare dei passi. Forse l’accordatura è quello del battito del cuore. Fiati sconnessi per pochi istanti. Anche i Royal Trux risulterebbero più musicali. Onde Corte è inaugurata da un lavorio incessante della batteria e da una voce gracchiante. Un riff elettrico fa capolino. Ma la “musica” in realtà c’è, quasi impercettibile, in sottofondo. Gli Starfuckers hanno ribaltato così i termini della questione: le percussioni aritmiche, le note appena accennate in primo piano, una sottospecie di melodia dilaniata quasi nascosta. A ben vedere è la prima volta che venga tentato un esperimento così antimusicale.


Colei Con Cui paga forse il fio agli Slint, ma questa musica piuttosto che tragica è anarchica, piuttosto che grottesca è un aborto riuscito. Stavolta protagonista è una chitarra sfilacciata, accanto alle percussioni che battono un tempo deteriore. L’unico referente possibile per tale ritmica è ancora il muscolo cardiaco dopo un infarto.


E’ musica che genera solo sofferenza. Secoli di melodia e armonia gettati alle ortiche. E’ il ritmo ad impossessarsi (ma neanche tanto) delle trame. In Di Me le campane iniziali ci illudono che possa esserci qualcosa di normale in questa musica. Ma la batteria cambia solo ritmo. E’ una versione funebre dalla loro musicalità malata. In ogni brano, a parte la costante data dalle percussioni atipiche, ogni volta diverse, è così protagonista un nuovo (anti)strumento che emette note improbabili e spezzettate. Questa musica non è più rock, non ha più niente di epidermico. E’ una forma di musica da camera che forse sarebbe piaciuta ad Edgar Varése.


Gli Starfuckers portano così all’estremo anche il discorso iniziato dagli Slint. I loro sono veramente solo suoni. Non esiste più melodia né armonia, solo la presenza del ritmo rende questa musica ancora sostenibile. La differenza con gli Slint è data dal fatto che questi partivano dall’hardcore ma lo svuotavano (Breadcrumb Trail), lo rendevano apatico (For Dinner…), lo rallentavano (Washer), mentre gli Starfuckers ripartono dagli Slint, quindi estremizzano l’estremo, riportano tutto ai suoi valori primi, come se dal composto si ritornasse all’elemento. Inevitabilmente, questa procedura non poteva non riportare agli istinti bradi (ritmica elementare, rumorismo gratuito).


Chiodi è invece assolutamente imparentata con i Royal Trux di Twin Infinitives. Strumenti scordati regalano comunque un minimo di empatia. Qua Che è fatta di cacofonie allo stato brado, suonate però in una maniera intelligibile. Sono brani più vicini alla comune creanza. In Ostinato fa la sua presenza un elettronica ultra anarchica, che conferisce agli stilemi della band un crisma di solennità.


DISCOGRAFIA


Brodo di Cagne Strategico (1991) ***


Sinistri (1994) ***


Infrantumi (1997) ****