recensioni


PIXIES


In forte debito coi Pere Ubu , i Pixies hanno forgiato un linguaggio musicale che è stata la naturale evoluzione della band di Cleveland. Le loro musiche erano infatti dirompenti esplosioni ed implosioni di ritmo che si sostenevano su un tappeto di melodie affatto accessibili. La violenza dei loro temi musicali era la sovrastruttura del più quieto incedere delle loro facili melodie, così come, anni prima, nel caso dei Dream Syndicate , i feedback rappresentavano la sovrastruttura musicale dei loro temi folk-rock, denunciandone le temperìe esistenziali.


Nel caso dei Pixies, tuttavia, non sembrano essere tali temperìe il significato e il significante della loro musica, né, come nel caso dei Pere Ubu, la consapevolezza della fine, ma, invece, appaiono volti a catturare i non-sense del moderno che dovrebbero scaturire dall’operazione di sintesi e di miscela di generi operata dalla band di Boston.


In altri termini, i Pixies rappresentano il portato del moderno, in senso deteriore, rappresentando l’emblema della crisi dei valori e della sottocultura che rappresentano. Il loro merito è stato di esserne consapevoli.


In Surfer Rosa, del 1988, gli eccezionali brani di apertura Bone Machine e Break My Body , sembrano i più riusciti, mutuati come sono dai Pere Ubu, sia nella struttura armonica, sia nel canto lacerato. Bone Machine con le chitarre marziali e distorte brilla per le doti compositive e i continui cambi di tempo. I paragoni con i Pere Ubu possono sembrare scontati, ma rispetto alla band di Cleveland, i Pixies, optano per una strumentazione assai più vicina ai canoni classici del rock.


Altro brano piuttosto interessante è Gigantic, una melodica ballad, inaugurata dal pulsare del basso, per poi innalzarsi in epici riff distorti e dissonanti, che fanno da contrappunto alle frasi elementari del basso e l’atmosferica Where Is My Mind?, destinata a rimanere uno dei loro capolavori (nonché uno dei brani più celebri), trafitta da un muro di distorsioni. Il capolavoro nel capolavoro è Caribou, nel quale si sente letteralmente di tutto, dal riff più distorto, al brano atmosferico, quasi cocktail launge, passando per un continuo movimento ascendente e discendente, ipostasi dell’alternarsi fra lento e veloce che farà la fortuna di più di una band.


Non si esagera infatti nel ritenere i Pixiers la band più influente degli anni 80-90, ancor più degli Slint, i quali, inevitabilmente, dovranno scontare il loro essere estremamente elitari, al contrario della band di Boston, assai più comunicativa, con il suo melange di pop e punk assortito.


Il della band indugia sovente nel baccanale, come nella bolgia di Something Against You e in Tony’s Theme, nella quale i paragoni con i Pere Ubu si sprecano. Anche Oh My Golly! ne è influenzata, in virtù di un humour goliardico mai sopito. River Euphrates si caratterizza per il suo moto circolare, mentre Broken Face scomoda addirittura i Dead Kennedys .


Il successivo Doolittle sembra assai più monotono e imparentato con il punk e la musica pop deteriore. Il brano Debaser mutua il proprio sound dai boogie di Surfer Rosa, con una accentuata carica pop. In Tame ritornano i riff virulenti dei migliori Pixies, con il loro continuo alternarsi fra lento e veloce, mentre Here Comes Your Man mostra un saggio di capacità comunicativa.


Kim Deal continuerà con le Breeders il discorso iniziato con i Pixies. In Last Splash, del 1993, Cannonball prende l’abbrivio dai migliori Pixies, con il suo basso pulsante, i disturbi elettronici, le dissonanze appena percettibili, una movimento vagamente jazzato. Invisible Man si conferma brano marziale, avvalorato da partiture mai esauste, con il lavorìo del basso sempre in primo piano e un effetto eco piuttosto atmosferico. Marziale è anche Do You Love Me Now? , trafitta da un muro di dissonanze, contrappunto ideale per la melodia elegiaca e sinuosa. I Just Wanna Get Along danza fra le chitarre distorte e il basso in primo piano, mostrandosi più accessibile e vicina al pop di Doolittle.


DISCOGRAFIA


PIXIES


· Come On Pilgrim (1987) ***


· Surfer Rosa (1988) ****


· Doolittle (1989) ***


· Bossanova (1990) ***


· Trompe Le Monde (1991) ***


BREEDERS


· Last Splash (1993) *** ½