recensioni


MISSION OF BURMA


I Mission Of Burma sono stati una delle band più influenti degli anni ’80, anticipatori tanto dell’hardcore degli Husker Du, quanto del punk-pop dei Pixies


Le accelerate strumentali, i temi compositi ne hanno fatto una istituzione, il punto d’unione fra gli amanti del free-jazz e degli Squirrel Bait.


Vs è uno dei capolavori del rock. Secrets è l’archetipo dell’hardcore più maturo, una trama fitta e intricate eppure orecchiabile; Train, inaugurata dalla batteria e da schitarrate energiche, anticipa i Pixies, ma si segnala per una qualche tendenza all’introspezione, mascherata, trasfigurata dal brano pop.


Trem Two si richiama alla new wave dei Feelies, per le partiture sofferte eppure squadrate, e finanche dei Devo, per il canto assurdo, ma termine con una fuga strumentale che non ha nulla da invidiare a quella di Psycho Killer dei Talking Heads.


E’ forse questa la vera cifra stilistica dei Mission Of Burma: essere il punto d’incontro fra la new wave e l’hardcore, come testimonia New Nails, imparentata coi Replacements e Dead Pool ascesa strumentale e canto onirico ad un tempo, brano di eccezionale spessore, con le sue fughe chitarristiche, le sue partiture sofferenti, impreziosite da spacchi melodici, forse celati, nel non voler essere contingenti, dei Joy Division


Learn How è un trionfo di riff da hard-rock, con canto snaturato: il più perfetto contrappunto delle ascese strumentali di prima.


Il catalogo delle trovate è eccezionale. Mica è una ballad tenue e sommessa; Weatherbox un violento , urlato e dominato dai sincopi del basso e dai disturbi di fondo; The Ballad Of Johnny Burma un classico dell’hardcore.


Einstein’s Day è il capolavoro. Una costruzione musicale ragionata, quasi un’anticipazione dello slo-core, con il più perfetto equilibrio strumentale, le fughe quasi accennate, mentre il ritornello si adagia fra le riprese strumentali diverse, in un’ottica più vicina al free-jazz che al pop. E’ l’archetipo delle mini-suite in forma punk.


Resta ancora tempo per le dinamitarde Fun World, That's How I Escaped My Certain Fate e Ok/No Way, per i mini-raga metropolitani di Forget e Laugh The World Away


L’epilogo è l’epica Progress, la summa di tutti i tentativi di conciliare il pop con il punk.


DISCOGRAFIA


v Vs (1982) **** ½