recensioni


LUCIO BATTISTI


Lucio Battisti, pur fra non poche compromissioni mass-mediatiche, è stato il più grande musicista italiano, e uno dei primi capace di affrancarsi dalla tradizione napoletana.


In verità, le prime prove sembrano all’insegna di una musica leggera e malodica, anche se in “Emozioni”, del 1970, spicca la title-track, che è indubbiamente un brano d’autore.


“Amore E Non Amore”, del 1971, presenta per metà una serie di ottimi brani strumentali e alcune canzoni non troppo lontane dalle opere degli esordi. Tuttavia, con i suoi brani strumentali, Battisti dimostra una capacità compositiva notevole.


Nel 1972 escono ben due album del cantautore. “Umanamente Uomo: Il Sogno” è il brano capolavoro dell’album omonimo, nel quale le melodie di Battisti sembrano aver trovato la piena maturità (“E Penso A Te”, “Sognando E Bisognando”, “Innocenti Evasioni”). E’ un album di straordinario impatto comunicativo. “Il Mio Canto Libero”, invece, indulge sin troppo sulla melodia e risulta un po’ retorico.


“Il Nostro Caro Angelo” recupera una certa creatività , segnatamente in brani come “La Collina dei Ciliegi” e “Ma è Un Canto Brasileiro”. L’album risulta interessante anche per le tematiche sociali affrontate.


“Anima Latina”, del 1974, recupera una certa strumentalità a scapito della melodia, tuttavia i brani non sembrano del tutto riusciti, come, del resto, nel successivo “La Batteria, Il contrabbasso, Eccetera”, che scade sin troppo nel brano pop da classifica.


“Io Tu Noi Tutti” inaugura il nuovo filone romantico, con temi da disco-music, che viene bissato nel successivo “Una Donna Per Amico” e nel conclusivo “Una Giornata Uggiosa”, nei quali il calo d’ispirazione si fa vieppiù evidente. Questo album segna anche la fine della collaborazione con Mogol.


“E Già”, del 1982, è un album orrendo per musiche, testi e produzione.


“Don Giovanni”, del 1986, inaugura il nuovo corso “sperimentale”, con la collaborazione di Panella. I testi sono piuttosto interessanti, le musiche melodiche, lasciano il tempo che trovano.


“L’Apparenza”, del 1988 è un po’ più appannato e ripetitivo, mentre “La Sposa Occidentale” e “C.S.A.R.” sono decisamente mediocri. Che cosa ci sia di speriementale oltre i testi pregni di non-sense è dubbio. Le musiche sono iper-ritmate –, talvolta melodiche – e non sembrano significare niente. La più becera musica da discoteca, in effetti, non ha niente da invidiare a Battisti.


Va decisamente meglio con “Hegel”, del 1994. I ritmi sono sempre quelli, ma i testi sono decisamente più interessanti e meno irritanti ( a parte “La Bellezza Riunita”).


DISCOGRAFIA


· Lucio Battisti (1969) **


· Emozioni (1970) **


· Amore E Non Amore (1971) ****


· Umanamente Uomo: Il Sogno (1972) ****


· Il Mio Canto Libero (1972) *** ½


· Il Nostro Caro Angelo (1973) ****


· Anima Latina (1974) *** ½


· La batteria, il contrabbasso, eccetera (1976) ***


· Io Tu Noi Tutti (1977) ***


· Una Donna Per Amico (1978) *


· Una Giornata Uggiosa (1979) **


· E Già (1982) 0


· Don Giovanni (1986) **


· L’apparenza (1988) **


· C.S.A.R. Cosa Succederà Alla Ragazza (1992) *


· Hegel (1994) ****



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