recensioni


LISA GERMANO


Se c’è qualcuno che potrebbe meritare lo scettro di più grande cantautrice, ma soprattutto di arrangiatrice del mondo, quella è Lisa Germano.


La sua musica psicologica è frutto di fantasmi interiori che nemmeno lei sa da dove provengano. E’ pura rappresentazione di questi fantasmi. Come in un cerimoniale esoterico, Germano li evoca per esorcizzarli. La musica di Lisa Germano è un manuale di autoflagellazione, è una temperie nascosta, è vera arte. Forse solo Roy Montgomery ha raggiunto simili livelli di introspezione.


Geek The Girl è del 1993. Autoprodotto, registrato in maniera domestica è anche un capolavoro del lo-fi. Ma è soprattutto un capolavoro di arrangiamenti. My Secret Reason inizia a passo di tarantella, poi indugia in accordi introversi, in qualche modo atipici, distaccati. L’incipit vocale è poi magistrale. Originalissima è poi la partitura con le chitarre a rincorrersi. Trouble: anticipata da una cantilena, questa filastrocca ambigua con strumentazione da sagra paesana, offre momenti piuttosto interessanti nei suoi archi che si insinuano fra le trame.


La title-track è così una reinvenzione della psichedelia, con un gusto tutto particolare per l’autoflagellazione. Sono ancora gli arrangiamenti il piatto forte. La strumentazione, mai ridondante, si alterna in un affastellarsi di emozioni, entrando in completa sinergia con il cantato. Inevitabilmente, la figura ritmica è sempre asservita a queste dinamiche interiori.


In Just Geek gli accordi minimali si alternano al battito disordinato della sezione ritmica. Un po’ manierata nei suoi esotismi improbabili, questo strumentale rubacchia qua e là idee dal rhymn blues e dal folk; pecca così decisamente di autoindulgenza.


Altro brano cardine è Cry Wolf. Stavolta le partiture sono veramente accorate, a metà strada fra i Codeine e il testamento di un moribondo. Ma forse ancor più accorato è il canto, che conduce una figura elementare di chitarra, con la sezione ritmica quasi assente. Inserti di fiati, invece, per questa Lorca del duemila.


…A Psychopath è ancora una ridda di accordi dolenti, solenni, accorati. La strumentazione però è assai riccca, con inserti di musica concreta. E’ musica sociologica. Manca il ritmo, predomina il canto. Ma il canto è asservito al testo. I violini inseriti quasi di peso rendono bene l’idea della tragedia incombente (o già in atto).


DISCOGRAFIA


. Geek The Girl (1993) *** ½


. Excerpts From A Love Circus (1996) *** ½