recensioni


HUSKER DU


La cifra stilistica degli Husker Du è costituita dalla brevità dei brani e dalla veemenza del loro punk-rock (hardcore). Pur con tutti i limiti di una musica così settoriale, gli Husker Du elaborarono un sound peculiare, imparentato con l’avanguardia o addirittura col folk e dai toni quasi mistici.


Il capolavoro loro attribuito è Zen Arcade, del 1984, un doppio album di ben 23 brani brevi, nei quali il loro sound passa dall’orrorifico ( Chrome ) al cantautorale e acustico (Never Talking to You Again), quando non indugia persino in un inaspettato pianismo quasi fuori luogo (Newest Industry).


Potrebbero in verità essere inquadrati come la migliore commistione fra il punk ed il pop, fra la melodia e i riff più dissonanti. Ne sono la testimonianza i brani Something I Learned Today e Hare Krsna . E’ probabile infatti che i veri prodromi dell’opera dei Pixies possano essere riscontrati nel sound caustico degli Husker Du (What's Going On?), ma in quanto tali non possono non essere considerati il ponte fra i Dead Kennedys e i Minutemen con gli Squirrel Bait (Turn on the News).


Il cerimoniale musicale degli Husker Du è pressoché inesauribile. Si passa dalle tinte tragiche e concitate dei primi brani (Broken Home, Broken Heart; Chartered Trips) ai conati avanguardistici di Dreams Reoccurring; Whatever; dal sound heavy-metal (Indecision Time) ad una valorizzazione del cambio di tempo (Pride; I'll Never Forget You), talvolta con la voce concitata in primo piano, talvolta più calma e rassicurante (The Biggest Lie). In certi frangenti l’hardcore più acrobatico (Beyond the Threshold) cede il passo al punk-rock d’assalto più classico (The Tooth Fairy and the Princess ).


In riff concitati lanciati verso il nulla come Masochism World si ha il contrappunto naturale alle lente litanie di Standing by the Sea, mentre una certa astuzia compositiva si riverbera nei suoni consueti di Somewhere. Brani come One Step at a Time e Pink Turns to Blue ci ricordano che siamo nel 1984 e richiamano alla mente i Joy Division.


New Day Rising è dell’anno successivo. Spiccano i ritmi forsennati della title-track, il pop-punk mostre di Girl Who Lives On Heaven Hill, mentre leggermente manierate appaiono Terms Of Psychic Warfare; I Apologie; Folk Lore. Più sereno del precedente, indugia in lente litanie ( Perfect Example) e andamenti lineari ( Celebrated Summer).


DISCOGRAFIA


· Zen Arcade (1984) ****


· New Day Rising (1985) *** ½