recensioni


DON CABALLERO


I Don Caballero sono stati i pionieri del post-rock.


Prendendo le mosse dall’hard-rock metafisico dei Bitch Magnet hanno compiuto un certosino lavorio di anticesellature musicali, al fine di rendere il più possible amelodico e frastagliato, dominato come è da voli pindarici di chitarre e batterie, il sound già compromesso dei loro ispiratori. Talvolta indugiando nel progressive-rock, talaltra nell’industrial, la loro produzione è stata impeccabile sotto quasi tutti i punti di vista.


In For Respect, del 1993, New Laws è il brano programmatico di un sound impietoso nei suoi riff sgraziati, ma perfetto nelle sue ripartite strumentali a là Slint. E’ forse questo il punto debole della band: indulgere troppo nelle partiture di pura teoria musicale della band del Kentucky, impreziosendole semmai con quei colpi di basso e batteria impietosi in stile Bitch Magnet. Ma, di fatto, creare un connubio fra queste due band non fa rinverdire i fasti degli Squirrel Bait ed è in ultima analisi sintesi e non somma di queste istanze. Il math-rock, così mutuato dagli Slint e dai Blind Idiot God è muisica avvolgente, elucubrata, caratterizzata da ccordi ora convergenti, ora divergenti. Si tratta in verità di uno dei grandi traguardi del rock tutto, questa struttura che, al contrario del progressive non vive di melodie, ma di decomposizioni con una propria intelligenza, al contrario dell’ambient non vive di stasi, al contrario dell’hardcore non di implosioni. Nel finale una fuga alla Bitch Magnet tradisce una foga inusitata. Ancor più cerebrale è Subdued Connections, che sembra sempre sul punto di esplodere in una melodia o in un ritmo, in un attesa spasmodica. Got A Milecoi suoi rimbombi di basso e Well Built Road, un clone di Blind Idiot God ma più rumorosa e geometrica e con qualcosa che potrebbe ricordare una melodia, completano la serie di capolavori.


Del 1995, 2 è un po’ il poema del caos, con finale manierato di seghe e stridori, un po’ un tentativo di creare, in senso molto lato, una musica più melodica. In tal senso, Please Tokio Please This Is Tokio è il brano manifesto che cerca di far coesistere tutte queste istanze.


Certo non molto prolifici, i Don Caballero pubblicano il loro terzo album, dopo la parentesi Storm & Stress, nel 1998. What Burns Never Returns è assai più levigato e vicino al progressive-rock. Ipertecnico, potrebbe essere il loro capolavoro. Difficile anche trovare termini di comparazione fra Room Temperature Lounge e June Is Finally Here, in cui il caos è più meditato. In particolare è il nuovo ruolo della chitarra a venire in rilievo, in un certo senso minimalista, per come cambia impercettibilmente proiezione, per poi abbandonarsi in aperture strumenatli affatto azzeccate. Cio non di meno, brani come 3 sembrano voler creare una nuova cifra stilistica, avvicinandosi non poco al progressive, così come From The Desk accentua i coinvolgimenti geometrici di prima.


Del 2000 è American Don, con la lunga e complessa The Peter Criss Jazz.


DISCOGRAFIA


For Respect (1994) * * * *


2 (1995) * * * ½


What Burns Never Returns (1998) * * * ½


American Don (2000) * * *