recensioni


AMM


Una delle band più sperimentali di sempre, gli AMM, formati in parte da allievi di Stockhausen, sono stati autori di alcune importanti lied che fondono avanguardia e free-jazz in un linguaggio assimilabile alla psichedelica.


AMMmusic (1966) è la testimonianza di queste sedute ultra-sprimentali, che pare avessero coinvolto anche Syd Barrett. In Ailantus Glandulosa fa capolino una performance del sax alla Albert Ayler , mentre la sezione ritmica in stile free-jazz viene a poco poco doppiata da rumorismi eccessivi . Le due istanze vanno praticamente di pari passo. In The Realm Of Nothing Whatever ha inizio con una spettrale frase musicale fortemente avanguardistica, subito colta da fiati free alla Anthony Braxton nel silenzio generale. Di tempo in tempo, le percussioni si fanno valere e alternano la dinamica solipsistica a un concentrato batteristico assimilabile a Ionisaton di Edgar Varese. La musica affiora peraltro nella sua ricchezza aggiungendo al portato free-jazz e avanguardistico le distorsioni organistiche, non prima che le chitarre si alternino in una lieve e funzionale performance cageana, subito doppiata da voci intermittenti e frequenze radio. Il catalogo surreale delle trovate è davvero notevole. Il brano costituisce la summa delle avanguardie fino ad allora emerse. Più convenzionale è il free-jazz di After Rapidly Circling The Plaza, dilanianto da spettrali colpi di piano mentre What Is There In Uselessness To Cause You Di Stress memore di Sun Ra agisce nel silenzio con isteriche frasi musicali e droni soporiferi.


Gli AMM sono stati un gruppo fondamentale per molte esperienze che seguiranno, dai Faust agli Henry Cow, dai Royal Trux ai Dead C.


DISCOGRAFIA


- AMMmusic (1966) ****